CH Magazine L'AVAMPOSTO ITALIANO

Febbraio-Marzo 2014

La rivista CH Magazine, periodico di informazione diretto da Oscar Giannino e Bruno Dardani, nel numero di Febbraio-Marzo 2014 dedica un articolo dal titolo "L'Avamposto Italiano - La R.I. di Lecce sta realizzando le più importanti installazioni militari italiane nel mondo. Moduli prefabbricati e tecnologia di sicurezza di avanguardia incluse garitte a prova di attacco. E ora sbarca nel “civile”." ad RI e al nuovo polo logistico-militare italiano a Gibuti.
Il giornalista Claudio Antonelli scrive:

"Da quasi trent’anni al fianco dei militari italiani impegnati nei teatri di guerra, ma anche al lavoro per conto dell’Onu e di altre organizzazioni internazionali, R.I. spa di Trepuzzi, in provincia di Lecce, è in questo momento impegnata nella fornitura degli alloggi militari per la base italiana che sorgerà a Gibuti nel corno d’Africa. La prima realizzata interamente dal VI Reggimento Genio in economia e con un risparmio netto del 30%. Uniche due ditte coinvolte per l’outsourcing sono la Alliance, società turca, che si è occupata della messa in sicurezza del perimetro e appunto la R.I. Mentre Alliance è in ritardo e ha richiesto extra attività per il Genio, l’impresa italiana procede regolarmente. «Siamo strategicamente insediati nel sud Italia, RI si è ora ampliata con uffici in Afghanistan, Australia, Austria, Gibuti, Kosovo e Libano dai quali sono pervenuti significativi successi», spiega a CHlifestyle il presidente Salvatore Tafuro.

È chiaro che da quest’area strategica la ditta che si è ritagliata una posizione da leader di mercato nel settore degli edifici prefabbricati e continua a fornire soluzioni innovative, si pone l’obiettivo di trovare attività nel corno d’Africa. Il rappresentante in loco che sta seguendo le installazioni nella base conferma che le opportunità sono numerose. «Siamo stati contattati dal governo locale per un contratto su una delle isole di fronte alla capitale», spiega il sales department Fiorenzo Miglietta. «Una volta terminata la base italiana potremo dedicarci alla gara». Si tratta di alloggi per la Guardia Repubblicana.

Ma le vere opportunità potrebbero arrivare mettendo piede in Etiopia, area sensibile e sempre attenta alla messa in sicurezza dei propri confini e dei propri militari. R.I. ha un bagaglio di conoscenze e di tecnologia maturato negli anni che potrebbe fare molto comodo al Paese leader del corno d’Africa. Il team di tecnici e operai di provenienza internazionale assieme al management aziendale ha realizzato interi complessi abitativi autosufficienti, con diversi sistemi modulari prefabbricati completi di opere civili; strade, acquedotti, fognature, elettrodotti, linee dati, impianti di produzione di energia tradizionali o da fonti rinnovabili; impianti di potabilizzazione e depurazione delle acque; sistemi di difesa passiva, recinzioni, bunker e riservette munizioni, a cui si aggiungono sistemi di videosorveglianza dinamica.

R.I. punta infatti su un portafoglio di innovazioni tecnologiche sviluppato con l’università del Salento. Oltre ai classici moduli abitativi smontabili e riutilizzabili, in produzione c’è il modulo detto “Limited 2012” destinato a ospiti con libertà limitata e i moduli ad alto contenuto tecnologico per funzioni speciali: telemedicina, telescuola, telecomunicazioni, telecontrollo, che sono resi tempestizzati e inviolabili all’accesso informatico, applicando l’alta ricerca prodotta dalla ditta Soliani EMC, con cui è stato sottoscritto un accordo di partenariato.

Per la sicurezza passiva R.I. ha sviluppato per conto dell’esercito italiano impegnato nella missione Isaf in Afghanistan la garitta-altana, anche in versione con torre, corazzata. La nuova garitta, presentata all’ultima edizione del salone internazionale di Le Bourget, è realizzata in acciaio balistico e avrà una copertura, intorno alle scalette per la salita, che consente all’operatore di poter raggiungere la parte alta, protetta da vetri antiproiettile, in totale sicurezza. È dotata di un sistema di comunicazione sicuro, che impedirà l’intercettazione da parte di esterni, ma la vera particolarità della garitta è una rete esterna la cui funzione è quella di attivare i contatti in caso di colpo di mortaio. L’esplosione avverrà quindi all’esterno dell’altana e il militare potrà salvarsi.

«La Difesa», ha commentato Tafuro in una recente intervista, «ci ha commissionato anche alcuni main gate mobili, che saranno impiegati in Libano e che consentiranno, attraverso un’apparecchiatura sofisticata, il controllo a distanza dei visitatori della base e potranno intercettare qualsiasi tipo di minaccia. Questo servirà a evitare che l’operatore possa venire in contatto con pericoli». La Difesa investe ogni anno in questo settore (per quel che riguarda la sola RI spa) una cifra compresa tra i 10 e i 20 milioni di euro per prodotti legati alla sicurezza dei militari all’estero e per strutture necessarie nei teatri. Le commesse arrivano, per gli stessi pacchetti, anche dalle Nazioni Unite (che spendono tra i 5 e i 40 milioni ogni 4 anni) e dal ministero dell’Interno (che fa ordinazioni per cifre comprese tra i 5 e i 15 milioni). Anche se la spendig review è parte integrante di tutti i contingenti militari, la sicurezza del personale resta in assoluto l’ultimo capitolo cui mettere mano. D’altronde si parla di vite umane.

Nonostante questo R.I., ultimo fatturato oltre 80 milioni, ha pensato bene anche di differenziare l’offerta. Sta operando ad Haiti per completare l’installazione di moduli abitativi e per uffici che saranno destinati al governo locale, mentre in Australia si è inserita nel fiorente mercato delle abitazioni modulari ed è riuscita a fare breccia. Oltre alle caratteristiche della fornitura chiavi in mano e della celerità dell’installazione, dall’altra parte del globo viene apprezzata la capacità di ben miscelare la rusticità dei moduli al design italiano.

Infine le ultime carte si giocano sulla logistica. Costruite in fabbrica in Italia con le specifiche dell’acquirente, le unità sono imballate, spedite in Australia, quindi distribuite sul posto per l’installazione. L’intero processo richiede circa 2 mesi; 4 settimane in fabbrica, 35 giorni per la spedizione, un paio di giorni per arrivare sul posto, e 1 giorno per l’installazione. Naturalmente, mentre il costruttore si occupa delle fondamenta e crea le opere a monte per un nuovo sito di un motel, le unità sono già in fase di costruzione in fabbrica. Essere presenti nei luoghi più impervi del mondo e nei porti più difficili dal punto di vista della logistica è servito per sviluppare una supply chain ridotta ed efficiente che dovrebbe servire a portare nuovo made in Italy in giro per il mondo."

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